A volte penso che dovremmo tornare tutti ai libri solo per ricordarci com’è stare zitti.
I social ti insegnano a reagire in fretta, a dire la cosa giusta nel momento sbagliato, a competere su chi sembra vivere meglio. I libri, invece, ti costringono a rallentare. Ti chiedono di restare in una frase finché non ti passa addosso. Ti disintossicano dal bisogno di esistere in pubblico.
Sui social vuoi avere ragione. Nei libri vuoi capire.
E non c’è algoritmo che regga il confronto con una riga che ti scava dentro senza chiedere like.